La stanza delle risorse
Questa è la stanza delle risorse di Bottega Biografica.
Qui troverai esercizi di scrittura autobiografica; spunti per esplorare le tue narrazioni attraverso miti, fiabe, simboli e archetipi; tracce guidate per l’autoriflessione, mini percorsi da seguire in autonomia o in gruppo, materiali scaricabili e tanti altri strumenti per prenderti cura della tua storie e mettere le basi per nuove e splendide pagine di vita.
La stanza delle risorse è una pagina viva: cresce, cambia, si arricchisce con il tempo. Non perderla d’occhio!

![Nell’ultima museletter (che potete leggere passando dal link in bio) ho parlato di vie litiganti, di polarizzazioni, di cosa succede alle nostre storie quando dividiamo la realtà in coppie di opposti [bene/male, giusto/sbagliato, dritto/storto…] e come possiamo imparare a stare nell’ambivalenza e nella contraddizione.
Questo racconto, che trovate in ‘Raddrizzare la luna storta’ di Ajahn Brahm (pubblicato da @ubiliber_libri) insieme ad altre pagine piene di saggezza, è il perfetto compagno del Fabulatorio di questa settimana.
Tanto che mi son chiesta, ovviamente in ritardo: ma perché diamine non l’ho condiviso?
Lo condivido qui, ora, perché “bene, male, chissà?” mi sembra un’ottima ‘formula magica’ da usare quando le nostre polarizzazioni, o le polarizzazioni di chi ci sta intorno, cominciano a invadere e a ostacolare il nostro racconto, o quando un’esperienza ci sembra la migliore o la peggiore che potesse capitarci.
Intanto fatemi sapere se questa storiella vi è piaciuta; se vi ha smosso qualche cellulina grigia, come direbbe Poirot; se la conoscevate già.
#bottegabiografica #storieperpensare #polarizzazioni](https://scontent-lhr11-1.cdninstagram.com/v/t51.82787-15/804646229_18459052012185525_1261861320396200322_n.jpg?stp=dst-jpg_e35_tt6&_nc_cat=110&ccb=7-5&_nc_sid=18de74&efg=eyJlZmdfdGFnIjoiQ0FST1VTRUxfSVRFTS5iZXN0X2ltYWdlX3VybGdlbi5DMyJ9&_nc_ohc=Nirlqalu4kQQ7kNvwHOdvU9&_nc_oc=Adoh2P1JpR0uNoHHS-JJVJIOOFGkIU8vbQltAq3V-YohTzfc1AJtQesP9DgqZmDLd2k&_nc_zt=23&_nc_ht=scontent-lhr11-1.cdninstagram.com&edm=ANo9K5cEAAAA&_nc_gid=6sc30wnciavnnVZ4WWI0hQ&_nc_tpa=Q5bMBQLY6zNjQxXSL7NXfn2WG5X_tHgLVWWJJ09qifpIFAXg8i_01ifOE7bPNNe1w4DhLAh5Ez7R-ZV3&oh=00_AQI00Jh08KKlEff2Zff6rOzpJ25xjzbcXFv3FFqj-1haDg&oe=6AAF6287)






![Sortire come uscire, come venire fuori, produrre un effetto, dare un esito.
Mentre scrivevo alcune riflessioni sul mio #taccuinodestate mi sono imbattuta in questa parola e mi sono chiesta:
che effetto sortisce sortire (uscire) dalla routine?
L’estate spesso fa questo: ci fa uscire dai ritmi abituali, dalle stanze conosciute, dagli abiti che indossiamo.
A volte basta cambiare luce, orari, paesaggi, ritmi ed ecco che qualcosa di diverso comincia ad affacciarsi alla porta della nostra storia:
* una domanda inedita
* un desiderio nuovo
* una parte di te rimasta nelle retrovie
* una prospettiva insolita
Che effetto sortisce in te sortire [uscire] dalla routine?
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Tra i post in evidenza trovi il carosello dedicato al Taccuino d’estate e come fare per averlo
#bottegabiografica #scritturadisé #taccuinodestate](https://scontent-lhr6-2.cdninstagram.com/v/t51.82787-15/753224977_18449045347185525_1031516233756317141_n.jpg?stp=dst-jpg_e35_tt6&_nc_cat=105&ccb=7-5&_nc_sid=18de74&efg=eyJlZmdfdGFnIjoiQ0FST1VTRUxfSVRFTS5iZXN0X2ltYWdlX3VybGdlbi5DMyJ9&_nc_ohc=uinp1khXCnQQ7kNvwG9Hr_-&_nc_oc=AdqW3G0EEDfWo89br01hjwJ0Rvmjr_hKQUCVCwOvmTRdQLzcaeslm-z3RA9FAacQjLE&_nc_zt=23&_nc_ht=scontent-lhr6-2.cdninstagram.com&edm=ANo9K5cEAAAA&_nc_gid=6sc30wnciavnnVZ4WWI0hQ&_nc_tpa=Q5bMBQLl5tlzLTOpcQK3Mfeeym4-Nvz2PmXgdYVwKml6LPdXxDisUi-KAcPXomwLswRpaYS7PS5DPjLO&oh=00_AQK75_xTwgJbN7btOp2O1memZ9STIC_rb0bV0eurrpmLrA&oe=6AAF3BE8)



