Sei nel posto giusto, al momento giusto
Stavi cercando Coaching in fabula e hai trovato una Bottega Biografica.
No, non ti sei persa e non hai sbagliato strada: sei entrata nella stessa storia, qualche capitolo più avanti rispetto a dove l’avevi lasciata.
Nei nove intensissimi anni passati sotto il tetto di Coaching in fabula, sono accadute tante cose, ma soprattutto è successo che un’idea ne ha incontrata un’altra, e poi un’altra e un’altra ancora; e d’incontro in incontro si sono aperte nuove stanze, e quelle stanze, a un certo punto, hanno preso la forma di una Bottega.
Questa Bottega.

La genesi di Bottega Biografica
La storia del nuovo nome
In una delle mie scorribande libresche ho incocciato in un personaggio, Otto: un curioso mercante di straordinarie soluzioni e insoliti rimedi capaci di aiutare le persone ad affrontare e sostenere le molte prove della vita.
Un racconto fiabesco, delicato e poetico, che mi ha fatto desiderare l’esistenza di una bottega così: piena di marchingegni provvidenziali per la fioritura umana.
La bottega dei miei sogni, però, me la figuravo come un laboratorio di storie e di domande generative: un luogo in cui il marchingegno giusto s’impara a immaginarlo, progettarlo e costruirlo da sé con il materiale che si ha già a disposizione, e con quello che ancora non si sa di avere perché non lo si è mai considerato un vero materiale, o perché non lo si è mai ritenuto abbastanza buono per farne qualcosa di buono.
Insomma, la storia di Otto aveva fatto scivolare un semino nel terreno della mia storia, e quel semino l’ho curato, nutrito e cresciuto finché non è diventato un albero sufficientemente grande per farne, appunto, la Bottega che avevo fantasticato.

La storia dei nuovi colori
Volevo colori semplici: colori che evocassero l’odore della carta e ricordassero il processo della scrittura. E per me, quei colori sono da sempre il bianco, il rosso e il blu.
Bianco come una pagina ancora da scrivere che il vento soffia e vola. Come l’aurora del mattino che squarcia il buio della notte e invoca nuovi inizi. Come un deposito di futuri possibili.
Rosso come la rivolta che irrompe nella storia, il sangue che la irrora, la trasformazione che finalmente si compie.
Blu come i cieli, i mari e gli oceani che invitano al viaggio. E poi, naturalmente, come l’inchiostro che dà forma alla vita che scorre.
La storia del logo
All’inizio sono solo due B che non promettono niente di speciale. Stanno lì a presidiare il territorio come fanno certi monogrammi ricamati sugli abiti, intagliati sulle porte, stampati su carte intestate e biglietti da visita.
Poi però, se ti fermi un momento a guardare, succede che l’asta che sorregge le pance delle B diventa una penna, e la penna trova un punto e subito lo mette sulla i con la scrupolosità di chi non vuol farsi sfuggire nemmeno un dettaglio.
Allora le B, vedendo tutto questo movimento d’intorno, si consultano: cosa potremmo diventare se essere delle B non fosse l’unica storia possibile per noi?
Forse un bivio, una biforcazione – dice una B all’altra – così che essere B non sia la sola strada che possiamo prendere. E se invece fossimo draghi, o serpenti? – dice l’altra all’una – Potremmo così fare come quelle creature che non si sa mai se stiano custodendo una soglia, o indicandoti il modo per attraversarla, o integrarla!
I posteri diranno che dietro questa storia c’è qualcosa di più mitico e archetipico; che a guardarlo bene, questo logo ricorda un po’ il caduceo di Mercurio: il bastone alato del messaggero degli dèi, protettore della parola, degli scambi, degli attraversamenti, dei viaggiatori, e sì, anche degli autori.
Chi lo sa come sono andate davvero le cose?! Le storie cambiano a seconda di chi le guarda e le racconta: non resta che scoprire come la racconterai tu.