Hai fatto il test dei Nodi, hai scoperto il nodo che tiene in ostaggio le tue trame di vita. Hai letto e riletto l’approfondimento che ti ho inviato.
E adesso, cosa puoi farne di ciò che sai?
Tra «So cosa mi sta succedendo» e «So cosa farne» c’è un abisso.
Ed è in quell’abisso che la maggior parte delle persone si blocca e continua a nuotare per anni.
Finché l’abisso diventa familiare. Lo conosci. Lo sai. Ma davvero conoscerlo è un motivo sufficiente per restarci? Per sceglierlo come casa?
La paralisi da scelta, la paura di sbagliare, di perdere le poche sicurezze che hai, di incappare in situazioni in cui sei già passata e non vuoi passare mai più, di spingerti oltre il conosciuto e ritrovarti con un pugno di mosche, direbbe di no.
Direbbe che in quell’abisso hai nuotato più che a sufficienza. Che è tempo di riemergere ed esplorare altri mondi, altri modi, altre trame di vita.
PRIMO ATTO
Dove diamo inizio a un nuovo capitolo della tua storia
Nella struttura in tre atti, il primo è quello della chiamata all’azione.
È il punto della storia nel quale emergono tutte le tensioni e tutti i conflitti che fino a quel momento la protagonista ha provato a ignorare, evitare o contenere, rendendo, se non proprio impossibile, quantomeno inefficace qualsiasi ulteriore tentativo di elusione.
Il primo atto è la fine di una tregua che dà inizio a una nuova storia.
È il momento in cui tutti i nodi vengono al pettine.
In cui le paure che hanno condizionato le tue scelte cominciano a realizzarsi nonostante i meccanismi di difesa che hai adottati finora.
E in cui, quelli che un tempo hai considerato dei superpoteri, iniziano a vacillare rivelando la loro natura di strategie reattive di sopravvivenza:
• cavarsela sempre da sole/i per non dipendere da nessuno
• anticipare ogni possibile problema per evitare di essere colte/i impreparate/i
• farsi carico di tutto per non perdere il controllo della situazione
• resistere oltre il limite pur di non fallire
• soddisfare aspettative, bisogni e desideri altrui per non perdere amore, approvazione o appartenenza
Nel primo atto crollano le strutture inefficaci, le convinzioni limitanti e i ruoli a copione che impediscono la tua piena fioritura.
Ma questo crollo non è né punitivo né gratuito.
Al contrario, è al servizio della storia: perché una storia che continua ad arroccarsi sulle stesse difese, sugli stessi copioni e sugli stessi artifici di sopravvivenza, è una storia che smette di procedere.
E una storia che smette di procedere è una storia finita: cosa che esclude che si stia parlando della tua, considerato che sei ancora qui e hai davanti a te pagine e pagine di vita tutte da scrivere.
Il primo atto richiede una prima azione fuori dal perimetro del conosciuto.
Ed è proprio per trovare insieme quella prima azione e dare inizio al prossimo capitolo della tua storia che ti aspetto al varco del tuo Primo Atto.
Cosa facciamo nel tuo Primo Atto
Durante i tre incontri lavoreremo sul tuo nodo concentrandoci su:
Primo Atto in pratica
Primo Atto è un percorso autobiografico individuale di tre incontri da 90 minuti ciascuno, a cadenza concordata (generalmente uno ogni 10-15 giorni), a tu per tu con me su Zoom o Meet.
Puoi immaginare i tre incontri come un processo in tre movimenti:
Prima dell’incontro pilota (o dell’incontro uno di tre), riceverai un questionario di preparazione: le tue risposte mi aiuteranno a orientare il lavoro che faremo insieme.
Ciao, sono Carlotta, ed è me che troverai sulla soglia del Primo Atto quando deciderai di dargli inizio!
Sono una counselor filosofica a indirizzo autobiografico e mitobiografico. Lavoro attraverso la narrazione, la scrittura di sé, i miti, i simboli e gli archetipi per accompagnarti nei momenti in cui la trama della tua vita non riesce più a rappresentarti. Raccolgo le tue parole e le tue immagini interiori e le distillo insieme a te perché diventino strumenti per riprendere il filo della tua storia e dare una nuova forma al prossimo capitolo.
